APPELLO del Gruppo PACE

In Europa e in Medio Oriente gli orrori della guerra stanno mietendo sempre più vittime innocenti.

Assistiamo per lo più passivamente al genocidio dei palestinesi di Gaza, ai massacri in Ucraina, mentre il rischio di una estensione di entrambi i conflitti è possibile in ogni momento. Il mondo sembra piombato nella polarizzazione tra opposte alleanze come è successo nella prima e nella seconda guerra mondiale e nella non meno sanguinosa guerra fredda, anch’essa, come l’attuale, combattuta a pezzi. Ora la situazione è più pericolosa perché nessuna potenza intende ricreare un equilibrio internazionale basato sulla coesistenza pacifica, ma, al contrario, ognuna cerca di far prevalere i propri interessi egemonici o imperiali.

La nuova fase è stata definita col termine di “coesistenza competitiva” ove la competizione non è solo economica e finanziaria, ma prevede l’impiego di forze militari sia in maniera diretta, sia per mezzo di cosiddette proxy wars ovvero guerre per procura condotte da entità anche non statali legate a una potenza egemone globale o regionale.

Cha fare? Noi ecopacifisti, attivi nella rete degli ecovillaggi ci sentiamo chiamati a prendere l’iniziativa per affermare la possibilità di un mondo senza guerre, ove i conflitti si superino col dialogo ed il rispetto tra eguali, rinnovando il patto che dopo la seconda guerra mondiale ha permesso la nascita delle Nazioni Unite. Ora però non spetta agli Stati questo compito ma ai Popoli, attraverso la mobilitazione delle coscienze e il rifiuto del nazionalismo, del razzismo e del neocolonialismo che riproducono apartheid, sfruttamento e oppressione. Noi possiamo essere il seme di una nuova umanità non solo con la testimonianza della nostra vita comunitaria ma anche impegnandoci in prima fila per un mondo pacifico, egualitario e solidale.

Come? Creando rete con altre realtà che condividono valori ed obiettivi simili ai nostri. Ecovillaggi, Cohousing e soci Rive e di altre Reti sono diffusi in buona parte del nostro Paese e potrebbero organizzare in maniera coordinata iniziative locali o nazionali di proposta per un mondo senza armi, con il focus della difesa del pianeta da ulteriori violazioni degli equilibri naturali. La guerra e la produzione bellica assorbono infatti risorse enormi in termini finanziari (2.200 miliardi di dollari nel 2022), potenziano la richiesta di risorse non rinnovabili come gli idrocarburi, al punto che ora è in forse la possibilità di frenare l’aumento della temperatura terrestre a 1,5 gradi sopra il livello preindustriale entro il 2050, con conseguenze devastanti non reversibili sul piano ecologico ed alimentare.

Nell’immediato non possiamo accettare che le vite di tante persone vengano annientate dalle guerre in corso, o minacciate di espulsione dalle terre che hanno abitato da secoli, o sottoposte a sistematiche violazioni dei diritti umani e di genere.

Pertanto:

- chiediamo con i mezzi che abbiamo la fine dei bombardamenti e delle operazioni militari in Palestina e di ogni attacco verso Israele, l’avvio di colloqui di pace tra Russia ed Ucraina e di iniziative atte a favorire la soluzione dei numerosi conflitti africani ed asiatici;

- proponiamo un incontro con altre associazioni e reti per definire un progetto comune di intervento, non violento ed ecologista, incisivo e duraturo a partire dai nostri territori;

- promuoviamo nei luoghi ove siamo presenti i metodi di risoluzione non violenta dei conflitti che pratichiamo nelle nostre comunità, contribuendo alla diffusione di una cultura di pace.

Il Gruppo per la pace della Rete Italiana Villaggi Ecologici

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pace, israele, palestina

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