Il profumo della terra e la fiducia ritrovata: un viaggio di rigenerazione a “Permaculture of Life”

Alessandro, uno dei participanti al progetto Erasmus+ Permaculture of Life ci riporta la sua esperienza in questo articolo.

Sono arrivato in Polonia, nel cuore verde di Dolina Harmonii, portando con me un peso invisibile di stanchezza e un velo di scetticismo difficile da scrollarsi di dosso. Immerso nei silenziosi boschi dei Monti Izera, questo centro di ritiro ecologico si è subito rivelato uno spazio sospeso, scandito da regole semplici: pasti vegetariani, assenza di alcol e una gestione comunitaria e condivisa delle attività quotidiane.

In questo angolo di mondo, dal 9 al 17 giugno 2026, ho partecipato allo Scambio Giovanile Erasmus+ “Permaculture of Life”. È stato un percorso di nove giorni che ha intrecciato la scienza della permacultura con un intenso e profondo processo di rigenerazione: ambientale, umana e sociale.

Attraverso i metodi dell'educazione non formale, dell'apprendimento esperienziale (learning by doing) e dell'esplorazione corporea (embodiment), ho vissuto un'evoluzione sviluppatasi lungo tre assi fondamentali: la riconnessione con me stesso, con la materia e con la comunità.

Il silenzio che ascolta: rigenerazione interiore

Le nostre giornate iniziavano presto, quando la rugiada era ancora fresca sui sentieri. Ci riunivamo per meditazioni mattutine e sessioni di yoga, muovendo i nostri corpi in armonia con il risveglio della natura. Camminare in silenzio nel bosco, lontano dal rumore della nostra quotidianità iperconnessa, mi ha costretto a guardarmi dentro.

   

Questo ascolto intimo è stato guidato e custodito da incontri e laboratori dedicati alla gestione delle emozioni e dell'affettività. Ho compreso che ogni autentica azione ecologica o sociale può germogliare solo da qui: da una presenza radicata, consapevole e in pace con le proprie vulnerabilità.

Sporcarsi le mani: rigenerazione della terra

La permacultura non è soltanto una tecnica agricola; è una filosofia della convivenza. Nei laboratori pratici ho riscoperto il valore del lavoro manuale. Abbiamo imparato i segreti del compostaggio, della conservazione dei semi e della gestione dell'acqua, tornando alla materia attraverso la costruzione di aiuole rialzate per le coltivazioni.

Nel laboratorio di falegnameria, il profumo del legno appena tagliato e la fatica condivisa mi hanno restituito un senso di essenzialità. Piantare una radice e dare forma alla materia mi ha insegnato una forma di ecologia profonda: comprendere che le nostre micro-scelte quotidiane, sommandosi, producono un impatto concreto sul pianeta.

Rispecchiarsi nell'altro: rigenerazione sociale

La parte più straordinaria è stata l'incontro con l'altro. Eravamo 27 partecipanti provenienti da contesti e culture differenti: Polonia, Italia, Spagna, Slovacchia ed Estonia. È stata un'esperienza profondamente arricchente dal punto di vista umano, che mi ha fatto comprendere quanto possiamo ricevere dagli altri quando si creano le condizioni giuste.

I momenti di incontro sono stati numerosi e diversi, difficili da riassumere. Abbiamo alternato momenti di contatto fisico attraverso la contact improvisation, cerchi di ascolto attivo e riflessione, esercizi di confronto costruttivo e molte altre attività.

In pochi giorni abbiamo vissuto insieme di tutto: silenzi intensi, risate esplosive, lacrime liberatorie e percorsi di crescita individuale che sono convinto abbiano alimentato anche quella collettiva. Ascoltare le storie di vita, ma anche gli atti di forza e coraggio degli altri, mi ha aperto gli occhi sulla bellezza della diversità e sulla potenza della vulnerabilità condivisa.

Il ritorno: semi da piantare a casa

Questo viaggio mi ha restituito qualcosa che credevo perduto: un profondo ottimismo e una rinnovata fiducia nelle persone e nelle mie capacità. Non è stata un'esperienza astratta; lo scambio continuo mi ha permesso di individuare azioni concrete e piccoli progetti da riportare a casa, per attivare processi di cambiamento nella mia comunità locale.

Oltre allo Youthpass, che certifica formalmente le competenze civiche ed ecologiche acquisite, questo percorso lascia un'eredità destinata a durare nel tempo: stiamo curando la pubblicazione di una fanzine collettiva e, allo stesso tempo, ciascuno di noi sta realizzando azioni concrete ad impatto positivo nel proprio territorio.

Attraverso attività di sensibilizzazione e comunicazione all'interno delle nostre reti, ci impegniamo a condividere contenuti, organizzare laboratori locali e realizzare iniziative di scrittura, proprio come questo articolo, per mantenere vivo e vitale questo ponte transnazionale di benessere e sostenibilità.

I semi sono nelle nostre mani: il cambiamento comincia da casa.

Alessandro Cornacchia

internazionale, erasmus+, campo nuovi progetti

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