Scritto da Francesca Mastracci il . Pubblicato in Notizie.

Acmos, Rive e Rete Italiana Cohousing invitano le comunità a metterci la faccia... a sostegno di una Legge che finalmente le riconosca!

Acmos (Aggregazione, Coscientizzazione, MOvimentazione Sociale  - rete e associazione di Torino) in collaborazione con Rive e Rete Italiana Cohousing e Abitare Collaborativo, sta creando un video collettivo a sostegno della raccolta firme sulla legge per il riconoscimento giuridico della comunità intenzionali lanciata sulla piattaforma https://buonacausa.org/cause/comunitaintenzionali il mese scorso.

Tutte le comunità che vogliono sostenere questa proposta di legge possono farlo, oltre che condividendo la raccolta firme tra i propri contatti, anche semplicemente mettendoci la faccia, ovvero riprendendo, con un semplice telefono, il volto di ciascun abitante della comunità che lo desideri e eventualmente la comunità nel suo insieme.

È facile, bastano pochi secondi, poi al montaggio finale ci penserà Acmos, che per aiutare ha anche provveduto ad un video tutorial (un video che spiega come girare il video) per fare in modo che i video delle comunità siano omogenei e dunque assemblabili in un unico lavoro.

Per le comunità interessate: dovreste averne avuto comunicazione da una delle Reti, ma se vi è sfuggita contattate pure Fabiola, dell’Ufficio Stampa Acmos < Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. >. I video saranno da inviare ad Acmos entro domenica 16 maggio.

Questa iniziativa fa parte integrante delle Giornate Europee dell’Abitare collaborativo - Ri-Conosciamo le Comunità, che ha luogo tra maggio e giugno e di cui trovate tutte le informazioni qui: http://porteaperte.ecovillaggi.it

 

La legge e il contesto

Le comunità intenzionali sono aggregazioni di persone fisiche con un progetto di vita comunitario basato sulla collaborazione, sulla coesione e sulla solidarietà sociale, economica e culturale.
Queste comunità, però, non sono ancora riconosciute come persone giuridiche di diritto privato.

I rapporti tra questi soggetti sono basati sui valori di solidarietà e sostegno ed hanno, tra loro,  il diritto di prestarsi reciproca assistenza, morale e materiale. 
Le comunità intenzionali però non sono riconosciute dai comuni come parte del sistema finalizzato a garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini.

La loro funzione sociale è finalizzata allo svolgimento di attività in favore della collettività, eppure non si può ancora attribuire alle comunità la custodia sociale dei territori.

La tutela dell'ambiente, la collaborazione con la pubblica amministrazione per la gestione di beni pubblici, la ricerca etica interiore e spirituale, allo scopo di favorire il benessere di questi gruppi di persone ne fondano le basi portanti. 
Ma la Repubblica Italiana ancora non ne riconosce il valore civile e la funzione di utilità sociale delle comunità.


É stata presentata una proposta di legge, "Riconoscimento e disciplina delle comunità intenzionali", per far sentire le voci di chi, nella vita, ha scelto di prendere strade meno battute e spendersi per la collettività, per il bene comune, vivendo insieme.  
Vogliamo trasformare queste limitazioni in possibilità, progetti e benessere per tutti e tutte. 
Crediamo che si debba rispondere alle esigenze dell'io in relazione a quelle del noi, nella convinzione che la nostra felicità dipenda da quella degli altri.

Sostieni anche tu le comunità intenzionali:  firma la petizione su https://buonacausa.org/cause/comunitaintenzionali

abitare collaborativo, raccolta firme, legge riconoscimento

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