BRIDGEDALE 360 – Una delegazione RIVE tutta al femminile

"I Mobility Projects o Progetti di Mobilità europei hanno lo scopo di supportare i giovani attraverso l’acquisizione di nuove competenze ed esperienze professionali, rafforzando la qualità ed il ruolo del lavoro giovanile in Europa.

Erasmus+ è un programma dell’Unione Europea per incrementare competenze chiave in una società in veloce mutamento. Promuovendovi la partecipazione attiva, l’inclusione sociale e il benessere dei giovani, Erasmus+ sta avendo un impatto a livello locale, nazionale ed internazionale. In altre parole, al timone di nave Europa l’educazione e l’empowerment giovanili stanno navigando verso la rotta del cambiamento!

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Per il progetto Bridgedale360, RIVE ha inviato 4 ragazze italiane presso l’ecovillaggio Sieben Linden in Germania. Durante 5 giorni di training, Alice, Sara, Camilla e Rita hanno incontrato altri youth workers e youth leaders come loro, provenienti da 7 paesi diversi e formando un gruppo di 25 persone.

L'obiettivo del training era quello di sviluppare la capacità di avviare e facilitare processi di apprendimento esperienziale per promuovere la sostenibilità tra i giovani. Il training è stato modellato secondo la piattaforma online e gratuita Bridgedale360 per l'educazione allo sviluppo sostenibile, creata in un progetto europeo di partnership strategica tra il 2015 e il 2017. Questa piattaforma comprende più di 80 attività e narrazioni esperienziali in moduli che comprendono ecologia, società, economia e cultura, compilati e creati nei 7 paesi partner durante questo progetto biennale.

Rita, 29 anni, Verona
“Questo training Erasmus+ è stata per noi un’esperienza di formazione non-formale ad altissimo livello, in cui Youth Workers e Youth Leaders hanno lavorato assieme per sviluppare nuove conoscenze, abilità e attitudini individuali e collettive. Il programma giornaliero è stato molto ricco e basato su obiettivi di apprendimento ben strutturati e facilitati da istruttori molto esperti. Le esperienze di apprendimento interculturale e non-formale sono state innumerevoli per tutto il gruppo. Per guidare le attività del progetto, è stato utilizzato l'approccio del Learning-by-Doing (Apprendere-Facendo) in quanto i partecipanti si sono guidati l'un l'altro attraverso attività selezionate di facilitazione, riflettendo poi su ciò che è stato fatto e su cosa potrebbe essere migliorato durante l'attuazione delle attività. L'atmosfera tra il gruppo era giocosa ma anche molto impegnata al lavoro, creando fortissima connessione e ispirazione, fiducia e scambio tra il gruppo. Con questo training, tutti i partecipanti hanno appreso nuove tecniche di apprendimento esperienziale in ambito sociale, culturale, ecologico, economico per l'educazione alla sostenibilità. Senza dubbio, tutti hanno anche migliorato le loro capacità di facilitazione e determinazione personale nel loro lavoro di Youth Workers. Infine, si è creato spontaneamente un forte legame tra i partecipanti e le loro organizzazioni invianti come la RIVE

Alice, 29 anni, Catania
Bridgedale è il nome di una città immaginaria, dove ogni edificio è costruito per rispondere ad una specifica esigenza della vita umana in equilibrio con l’ambiente e i principi dell’equità e del rispetto. A livello tangibile è poi un utilissimo strumento per ogni persona che lavora con gruppi di giovani e adulti sui temi della sostenibilità, in un modo pratico e concreto che permette di ottenere risultati sorprendenti solo grazie all’esperienza che da esso ne emerge.
Per dirlo secondo il linguaggio dell’informatica è uno strumento open source, sviluppato alcuni anni fa da un gruppo di giovani (tra cui alcuni rappresentanti della RIVE) e ora reso disponibile ed accessibile a chiunque ne voglia fare uso e proporlo ad altri. Tutto questo grazie al desiderio che una responsabilità sociale e personale sui temi dell’ambiente e del mondo in cui viviamo si espanda sempre di più attraverso una metodologia attiva, non formale e vissuta in prima persona.
Il training che si è svolto a Sieben Linden infatti, uno dei più grandi ecovillaggi tedeschi esempio di qualità ed efficienza, è stata un’incredibile occasione per conoscere Bridgedale 360 nelle sue diverse dimensioni, dando a noi partecipanti non solo la possibilità di prendere parte alle attività proposte, ma anche e soprattutto la possibilità di imparare e di sperimentarci nel processo di facilitazione di tali dinamiche, acquisendo consapevolezza su competenze e punti di forza ma anche sugli aspetti su cui migliorare.
Lara ed Alisa, le facilitatrici del training, hanno permesso che ciò avvenisse in un’atmosfera di grande professionalità ma anche di assoluta fiducia e supporto reciproco, donando spensieratezza e divertimento anche a fronte di un programma denso di contenuti e di sfide personali non da poco. Tutto il gruppo ha risposto con grande apertura ed impegno ed il contributo di ognuno è stato prezioso per rendere tutto il percorso un momento di crescita, arricchimento e di confronto positivo e costruttivo."

 

Sara Bigi, 29 anni, Roncadella
“Dopo il training svolto a Sieben Linden ho trovato subito ispirazione nel lavoro che svolo con i migranti nel mio paese.
“Ya-Ya Box” è infatti un’attività di Bridgedale360 che ho usato per prima ad Arte Migrante Reggio Emilia. Arte Migrante è un cerchio di condivisione artistica che coinvolge persone di diverse provenienze, età e condizioni sociali e fa delle differenze ricchezza attraverso l’arte come mezzo per esprimere se stessi. Con le Ya Ya Box abbiamo esplorato i nostri personaggi pubblici, ciò che di noi si vede, e i nostri mondi interiori più difficili da esternare e infine, in cerchio, abbiamo condiviso il sinificato delle nostre scatole senza paura, anche di quello che c’era dentro.”

Camilla Kratter, 22 anni, Rivalto
“Con lo zaino sulle spalle dalla Rive a Sieben Linden, storico ecovillaggio in Germania.
Facce nuove ma neanche così tante nuove. I primi sorrisi e sguardi imbarazzati.
Bridgedale360 è un manuale digitale con svariate attività inerenti il tema della sostenibilità.
Imparavamo facendo, tutti allo stesso livello, tutti con tanta voglia di mettersi in gioco, dal fair trade con la banana alla costruzione di un compost toilet, dalla risoluzione dei conflitti alla macchina di uomini e a piedi nudi si correva tra gli alberi, scoprendo il respiro della foresta.
E le serate cantando e suonando, scoprivamo insieme ecovillaggi sconosciuti, da una piccola comunità della profonda siberia a un altra in Gotland, isola svedese immersa nel mar baltico.
Gioia profonda nel vedere così tanta gente sparsa in Europa verso un unico cammino e così ci scambiavamo consigli, dritte energie e fiducia per un mondo più sostenibile.
E l'ultima serata ballando con costumi bizzarri,ridevamo insieme con la promessa che brillava negli occhi di portare tutto ciò che avamo imparato nelle nostre realtà.”

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