Il sogno delle ginestre

Località Candeggio 1/B, Città di Castello (PG)
GPS: N 43.446438, E 12.34168
Tel.: 075.8526282 - 339.6775132
www.chepasso.org
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Michela e Roberto con 3 bimbe, hanno in affitto un casale con terreno, fanno ospitalità ai pellegrini e autoproduzione. Hanno acquistato il terreno attiguo di 7 ettari con un casale. Vorrebbero ampliare e consolidare l’attività agri-turistica-sociale con l’avvio di un frutteto, un orto, la coltivazione di piante officinali, l’allevamento di animali, la trasformazione. Cercano altre famiglie che abbiano già maturato un’esperienza di convivialità e abbiano un reale desiderio di avviare un’attività. Storicamente noti come progetto “Che Passo!”.

Per visualizzare online la galleria di immagini::
http://ecovillaggi.it/rive/progetti/30-chepasso.html#sigFreeId84e106ab5f

In breve

  • Nome del progetto: Il sogno delle ginestre a cura dell’associazione Che passo! Cammino di pace, sentieri di grazia
  • Data inizio progetto/fondazione:  marzo 2014
  • Numero di aderenti: siamo una famiglia con tre bimbe ( giugno 2010 e ottobre 2014)
  • Numero residenti attuali: 3 5 persone: una coppia con tre bambine
  • Indirizzo: Località Candeggio 1B, 06012 Città di Castello (PG)
  • Telefono: 075 852 62 82 - 339 6775132 (Michela) - 328 4663141 (Roberto)
  • Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Sito web: www.chepasso.org

Ubicazione

Ci troviamo a 14 km da Città di Castello (vedere sito per indicazioni stradali) in direzione Pietralunga, a circa 650 metri di altitudine nella valle tra il Carpino e il Soara.

Caratteristiche del progetto

Il progetto è nato a seguito di una “chiamata” che entrambi, Roberto e Michela, hanno avvertito nel quasi “bel mezzo del cammin di nostra vita” per una ricerca di “qualcosa” di nuovo, di uno nuovo modo di vivere il lavoro, le relazioni, il proprio percorso evolutivo e spirituale.

Non si è trattato esattamente di una fuga dalla realtà, ma piuttosto di una immersione più autentica nella realtà della vita, nel nostro rapporto con la natura e nell’approfondire  la ricerca del proprio sé  a vari livelli (corpo, mente, emozioni, anima).

La scelta di lasciare le proprie occupazioni e luoghi è avvenuta in maniera istintiva ed entusiasta, con quel pizzico di incoscienza che spesso caratterizza i momenti di grande slancio; oltre all’esserci reciprocamente riconosciuti come anime e come destino da condividere in questa direzione. Un richiamo importante per noi è stato il Cammino di San Francesco che abbiamo percorso a piedi nel 2009 partendo da La Verna (in Toscana), e arrivando ad Assisi dove ci siamo sposati; subito dopo per la nostra luna di miele abbiamo fatto il Cammino di Santiago ed è proseguito con la visita ed esplorazione delle realtà di comunità tra Portogallo, Spagna ed Italia.

Lo spirito con cui ci siamo calati in questa scelta di venire a vivere qui è quello della sperimentazione intesa come tentativo di vivere nel quotidiano la fattibilità delle nostre aspirazioni e dei nostri ideali. Allo stesso modo anche l’accoglienza delle persone che percorrono il cammino di San Francesco sul quale ci troviamo, (non per caso!),  a vivere, ha connotato fin dall’inizio la nostra vita qui a Candeggio, portandoci ad aprire le porte di casa alle persone sulla via, creando così una particolarissima alchimia nella nostra vita famigliare tra momenti “privati” e condivisione di spazi e tempi con i nostri ospiti. 

Il nostro contesto di vita, in zona  collinare e un pò isolato, sebbene facilmente raggiungibile in auto o a piedi, è strettamente legata allo spirito di accoglienza su percorsi di pellegrinaggio ed alla volontà di avviare un percorso di agricoltura sana e naturale per un contesto comunitario. Ci piacerebbe molto che la nostra scelta possa essere un messaggio positivo e di incoraggiamento per altre persone che vogliano intraprendere una strada di cambiamento nello stile di vita all'insegna della consapevolezza, della convivialità, della permacultura e della crescita felice.

Il progetto è stato dunque concepito come un laboratorio permanente per la sperimentazione

  • di pratiche di sostenibilità ambientale in un’ottica di permacultura, di agricoltura naturale ed integrata con gli animali, all’auto costruzione e auto produzione di cibo, e gestione efficiente di tutte le energie;
  • di condivisione di momenti di vita con i nostri “ospiti”, spesso per brevi periodi e con motivazioni varie (pellegrini, partecipanti a corsi e campi di lavoro, woofer, workawers;
  • di vera e propria vita in comune con compagni di strada con i quali condividiamo la visione del progetto;
  • di ricerca di una profonda attenzione al proprio Sé , alla comunicazione efficace, alla cura delle relazioni;

La scelta è per uno stile di vita semplice con i tempi di vita e di lavoro integrati, che lascino spazio per coltivare le relazioni e le passioni umane e per la condivisione di fatiche e momenti di convivialità.

Sempre maggior rilievo sta assumendo ll’aspetto legalo alla SOSTENIBILITA’ ECONOMICA DEL PROGETTO, OVVERO A CREARE UNA REALTA’ ECONOMICAMENTE auto sostenibile, che possa stare in piedi con le proprie gambe coniugando attività turistica, agricola, sociale, formativa, terapeutica.

Ci proponiamo di inserirci nel territorio attraverso la conoscenza di quanti già vi abitano e operano proponendo relazioni economiche alternative come scambio di prodotti e di lavoro, creando occasioni di incontro, dialogo e convivialità sia partecipando alla vita della comunità locale, sia coinvolgendo la stessa nelle nostre iniziative.

La sperimentazione investe anche “il vivere assieme” nel senso di ricercare pratiche e modalità di comunicazione e condivisione di esperienze, saperi, emozioni, pensieri che possano arricchire e dare maggiore spessore alla ricerca personale e alle pratiche di vita sostenibile.

Riassumendo gli obiettivi sono:

  • Graduale ottimizzazione  dei consumi attraverso l'utilizzo di ciò che l'ambiente ci mette a disposizione.
  • Raggiungimento di una parziale auto produzione e auto sufficienza nel campo alimentare ed energetico.
  • Ci proponiamo di intraprendere forme di collaborazione con altri soggetti operanti nel territorio per maturare insieme un'economia solidale ed una rete di scambio solidale e mutualistica, anche su base non monetaria.
  • Intraprendere attività nel campo dell'orticoltura, silvicoltura, apicoltura e altre attività agricole funzionali non solo all'auto sostentamento, ma alla diffusione di metodi e pratiche permaculturali.
  • Lavorare con gli animali per realizzare attività educative, terapeutiche e turistiche.

 In che fase vi trovate

Dal 2010 ci siamo installati nell'attuale casa di Candeggio (ex canonica) che consta al suo interno di 3 appartamenti distribuiti tra il primo e il secondo piano, più 3 stanze al piano terra, in tutto sono poco più di 250 mq. Siamo in affitto con contratto quadriennale rinnovabile e il nostro nucleo famigliare  occupa parte della casa mentre il resto è destinato all’ospitalità e all'accoglienza.

Dal 2010 ad oggi le esperienze di vita in condivisione sono state diverse: inizialmente la casa di Candeggio ci sembrava ideale per convivere con altre persone, singoli o famiglie che fossero, e al contempo fare accoglienza, col tempo abbiamo maturato un’altra idea; gli spazi, se pur a prima vista abbondanti, non si prestano (e lo abbiamo scoperto nel tempo modificando l’attenzione ai nostri bisogni) per offrire contemporaneamente la situazione più felice e fertile per fare accoglienza, ospitare i collaboratori, garantire una privacy familiare, gestire le necessità di una comunità nascente.  Queste riflessioni ed esperienze ci hanno condotto, tra il 2010 e il 2013, a ricercare ulteriori spazi e possibilità di insediamento e sostenibilità economica proprio perché convinti delle potenzialità di questo luogo e dell’alto valore culturale e sociale che il progetto può incarnare. 

A fine 2013 abbiamo acquistato un terreno agricolo davanti a Candeggio, chiamato “Candeggiolo”, costituito da circa 7 ettari di terreno e da un casale e altri annessi per circa 500 mq di superficie. In questi anni ci siamo quindi dedicati all’osservazione, allo studio e alla progettazione di questi e ci siamo mossi per ottenere i permessi necessari ad iniziare il ripristino dei terreni per renderli produttivi e funzionali al progetto così come alla raccolta dei preventivi e delle necessarie autorizzazioni per la parte abitativa di Candeggiolo.

Ci siamo concentrati più sulla parte agricola che su quella abitativa, cercando di coniugare le nostre esigenze famigliari con una visione più ampia e futura del luogo. Inoltre più recentemente (2016) abbiamo preso in affitto  ulteriori 7 ettari di terreno che abbiamo iniziato a lavorare dopo anni di non utilizzo, con culture azoto fissatrici e i primi cereali. Ci auguriamo che nel corso di quest’anno (2017) e in quelli avvenire arrivino persone interessate a proseguire le attività di accoglienza.

Per quanto riguarda la parte abitativa dunque, la casa di Candeggio resta al momento la casa che ospita la nostra famiglia, con la possibilità di  trasformarsi,  nel momento in cui si recupereranno gli altri spazi abitativi a Candeggiolo, sede per  accoglienza  e i laboratori didattici. Da qui la scelta che i nostri futuri compagni di avventura potranno per il periodo estivo vivere in  strutture  abitative vicine, in affitto, in autocostruzione o mobili come camper e roulotte, mentre potranno insediarsi a Candeggio quando i “visitatori” si riducono e le condizioni meteo esterne diventano più impegnative, condividendo le spese e la gestione della casa.

Attualmente stiamo cercando di ricavare degli spazi abitativi “leggeri”, che possano fungere sia da semplici ricoveri, specie nel periodo estivo, per l’avvio del cantiere così come per coloro che collaborano al progetto nonché eventuali ospiti. E’ in fase di studio la creazione di un agri campeggio o l’avvio di un agriturismo.

Siamo interessati a conoscere persone e nuclei famigliari ed iniziare un comune percorso di conoscenza ed inserimento graduale alle attività in essere.Le attività e gli incontri che proponiamo durante l'anno sono infatti finalizzati, oltre che alla sperimentazione di pratiche e stili di vita ecologicamente più sostenibili, anche ad avvicinare persone che abbiano desiderio di intraprendere questo percorso comune.

A ciò aggiungiamo che l'intera area attorno a Candeggio è ricchissima di casali e terreni dismessi, talvolta di svariati ettari con grandi potenzialità abitative, in gran parte di proprietà della Regione / Comunità Montana dell'Alta Val Tiberina. Ci sarebbe quindi la possibilità di creare un villaggio diffuso. Essendoci interessati alle modalità di accesso per l'utilizzo di questi terreni, abbiamo capito che l'unico modo è l'acquisto attraverso aste pubbliche (monitorare il sito della regione Umbria) dal momento che la Regione non intende emanare bandi a progetto (parliamo di piccoli progetti senza colossi pubblici o para pubblici al loro interno) ma solo vendere per fare cassa.

Accettate nuovi membri?

Sì, vedi sopra.

Aggiungiamo che il nostro augurio è che i nostri compagni di cammino possano portare con sé in dote pratiche, abilità e attività lavorative con animali e piante che possono sposarsi con il territorio ed il progetto. Sarebbe anche assai gradito se avessero anche in dote dei fantastici bimbi con cui crescere tutti assieme.

Accettate visite di esterni?

Si, collegate agli eventi in programma

Siamo un associazione e facciamo ospitalità ai pellegrini e questa al momento è l'attività principale verso l'esterno, poi avendo tutto connesso: lavoro-casa-reddito-professionalità, le condizioni sono da valutare volta per volta.

In linea di massima chiediamo un contributo fisso per l'associazione (fissato con tesseramento per 10€ annue), e poi siamo aperti a forme di scambio lavoro. I contributi alimentari sono sempre graditi, specie se auto prodotti o bio a km ridotti. Chiediamo spirito di adattamento nel momento in cui dobbiamo ospitare pellegrini o abbiamo altri ospiti in casa.

Modalità d'accesso alla comunità ecovillaggio

Il progetto è aperto a singoli, coppie, famiglie, uomini, donne, bambini e animali di ogni età e provenienza. Chi è interessato a conoscere il progetto è invitato a consultare il sito www.chepasso.org dove troverà il calendario degli incontri in cui è possibile conoscersi, visitare il luogo, sperimentarsi nella vita comunitaria e progettare insieme.

Fatto salvo la condivisione della visione e dei principi ispiratori del progetto al momento possiamo prevedere queste possibilità di partecipazione e di coinvolgimento (senza volerne escludere altre):

  • inserirsi aiutando nel collaborare e proseguire le attività sopraelencate attualmente in essere occupandosi ad esempio dell'orto, dell'accoglienza dei pellegrini, della promozione e diffusione del cammino e dell'attività dell'associazione attraverso attività di traduzioni, segreteria;
  • partecipando ai percorsi di progettazione e facilitazione;
  • offrire le proprie competenze ed ambiti di intervento per implementare nuove attività nel campo dell'artigianato e della manifattura, di cura degli animali, di sviluppo e ampliamento dell'offerta turistica,
  • organizzare corsi/laboratori utilizzando gli spazi a disposizione ad esempio yoga, biodanza, arte e musica terapia, ecc.

L'adesione al progetto non è necessariamente subordinata allo svolgimento di un'attività in loco. Tuttavia, viste le potenzialità di sviluppo che intravediamo in questo luogo e le sinergie che potrebbero crearsi tra i componenti la comunità, è preferibile valutare in primis questa possibilità di partecipazione.

L'adesione non è strettamente correlata ad una disponibilità monetaria ed economica specifica, anche se ce n’è grande bisogno. Non è esclusa infatti, la possibilità di contribuire al progetto e alle spese adoperandosi nello svolgimento delle attività interne ed esterne.

Il coinvolgimento al progetto non presuppone obbligatoriamente la scelta di vivere in questo nucleo abitativo; è possibile anche insediarsi in una struttura vicina e partecipare in qualche misura al progetto di vita comune.

Tipo di dieta

Come famiglia seguiamo una dieta onnivora anche se diamo più spazio alla cucina vegetariana che segue l'andamento stagionale dell'orto. Si consumano, con moderazione anche latticini, la carne viene consumata saltuariamente e si auspica in futuro di poter produrre questi alimenti in proprio. Attualmente avendo le galline abbiamo uova da utilizzare in cucina, scambiare o vendere. Prestiamo attenzione alla provenienza del cibo, ad evitare sprechi, alle scelte etiche e connesse alla produzione locale. Ove possibile barattiamo. Puntiamo a produrre o scambiare internamente il cibo che serve.

Ispirazione

Siamo una comunità in formazione ed in cammino intenzionata a sperimentare e costruire nuovi paradigmi sociali e culturali fondati sull'ecologia profonda, la pace, l'armonia e la fiducia.

Come Francesco d'Assisi ci sentiamo parte integrante della trama della vita e per ciò intendiamo lavorare per promuovere la vita. Il richiamo alla figura di San Francesco non intende dare una connotazione religiosa al progetto, piuttosto si tratta di un riferimento e una guida ispiratrice per la ricerca di sé e la crescita personale.

La scelta di vivere assieme ad altre persone nasce dalla convinzione che questo sia funzionale alla crescita personale e d'aiuto per trasformare la nostra società attuale: connettendoci l'un l'altro, uno a uno e avvicinandoci. Avvertiamo l'imprescindibile necessità di essere “aperti” all'esterno, contribuendo, per quanto possibile, ad un'evoluzione positiva della nostra società. Secondo noi infatti, servono nuovi modelli di società, aperti e “riproducibili”, che rendano possibile il soddisfacimento dei bisogni primari (cibo, acqua, casa, salute) così come quello di socialità e di spiritualità insiti nell'essere umano.

Crediamo che la vita a stretto contatto con altre persone possa favorire la ricerca dell'equilibrio tra corpo, mente ed emozioni, il raggiungimento di un senso di integrità morale e personale, di amore per gli altri e di avvicinamento al divino.

Crediamo che la libera espressione dell'individuo guidato dai principi della compassione, dell'ascolto e della comunione possa contrastare i limiti e le ombre di ciascun uomo. Questo progetto di vita ci pone nella possibilità di riscoprire il senso profondo della vita, la sua sacralità, il rapporto sensibile con Dio, con la natura e tutti gli esseri che popolano la terra.

Tipo di attività svolte all'interno del villaggio

Attualmente stiamo investendo le nostre risorse materiali e personali per:

  • Mantenere ed ampliare l'orto a Candeggio; aggiungere spazi per l'accoglienza, piante ed erbe officinali;
  • Lavoro con le galline: avvio di un sistema foraggero animali e piante autonomo;
  • Produrre lavorati (marmellate, conserve, ecc.)destinati allo scambio e alla vendita nei mercatini locali o presso agriturismi vicini;
  • Sviluppare il sistema agricolo nei terreni di proprietà e in affitto: vigna, frutteto, cereali, legumi, frutti minori, ecc.
  • Recupero e avvio di strutture abitative e spazi dedicati all’attività agricola,
  • Avvio di nuove attività turistiche come agricampeggio e/o agriturismo;
  • Accogliere i pellegrini a Candeggio nel periodo primavera/estate;
  • Esplorare il territorio e i suoi abitanti per verificare forze e risorse che possono aiutare a sviluppare un economia di rete e valutare possibilità di collaborazione, scambio, apprendimento di mestieri e offerta di forza lavoro;
  • Avviare ed incoraggiare investimenti e attività funzionali allo sviluppo del progetto comunitario (non si escludono i finanziamenti per l'insediamento per giovani agricoltori o altro);
  • Sviluppare il progetto Che passo! attraverso l'implementazione del sito, la produzione di materiale informativo (anche in altre lingue), incontri e momenti di conoscenza con chi è interessato;
  • Organizzare iniziative, campi di lavoro e laboratori per la realizzazione dei lavori esterni, per la formazione in permacultura, per la crescita personale;
  • Promuovere il cammino partecipando a bandi e richieste di contributo a livello locale;
  • Fare conoscere l'attività dell'associazione “Che Passo!” attraverso la collaborazione a riviste e periodici locali e la partecipazione ad eventi;
  • Studiare e approfondire i temi della permacultura e della vita comunitaria per imparare a osservare e progettare prima di agire;
  • Diffondere metodi di facilitazione e progettazione condivisa (con il dragon dreaming, il process work, psicosintesi, ecc.)ù
  • Esplorazione e scambi con altri modelli comunitari

Che attività sono svolte all'esterno?

Viste le competenze e le esperienze lavorative maturate da ciascuno di noi, cerchiamo di ricollegarle al progetto attraverso:

  • Collaborazioni esterne nel campo editoriale;
  • disponibilità ad offrire tutoraggi, docenze e consulenze ove possibile o richiesto in occasione di eventi formativi o divulgativi servendoci di vari strumenti di facilitazione come il dragon dreaming;

Attività future previste

Nell'immediato le attività future sono:

  • progettazione condivisa di Candeggiolo (organizzazione degli spazi privati e comuni) “il sogno delle ginestre”;
  • progettazione condivisa degli interventi strutturali nel fabbricato ad uso abitativo di Candeggiolo. Nello specifico ulteriori attività dipenderanno anche dagli apporti che potranno venire da chi si unirà.

Al momento la nostra direzione è:

  • aumentare la capacità ricettiva del luogo per l’ accoglienza in genere (corsi, seminari residenziali);
  • realizzare incontri internazionali di scambio di pratiche sostenibili;
  • implementare attività con gli animali (capre, asini, api) a scopo educativo e didattico oltre che funzionale alla sostenibilità economica del progetto;
  • sperimentarsi in un'operazione di acquisto congiunto (Gat, gruppo di acquisto terreno) al fine di ricavare prodotti agricoli per l'uso, la conservazione e lavorazione e la vendita.

Tipo di economia

Al momento il progetto non è in grado di garantire la possibilità di un reddito per persone che si inserissero ex novo. Prima che ciò accada c’è bisogno di ulteriori investimenti dal momento che si parte da zero; tuttavia c'è la possibilità per chi lo voglia (e abbia un minimo di capitale e di professionalità nel settore agricolo e/o zootecnico), di trovare un suo spazio.

È volontà della comunità nascente avvicinarsi ad un mondo rurale e contadino rispettoso dei tempi delle stagioni e della natura. Le pratiche e attività agricole sono da intendersi in un ottica multifunzionale e di adesione ad una scelta etica e responsabile.

Ciò significa che è prioritario tendere ad auto-produrre il cibo e allo stesso tempo collegare in modo sistemico le varie attività. Ad esempio l'impiego delle capre può essere adottato per pulire il terreno, fare formaggi e attività didattica, l'orto o l'utilizzo degli asini in senso anche didattico e terapeutico. Se per raggiungere questa aspirazione serve un'attenzione allargata verso l'attività di tipo agricolo in cui spendere competenze e abilità differenziate, è certo che la costruzione di un'economia solida per la comunità dovrà essere integrata con altre occupazioni e contributi da svilupparsi all'interno o all'esterno della comunità stessa. Niente deve essere vissuto con forzature e costruzioni. L'importante è stare bene e fare ciò che rende sereni.

Per quanto riguarda il momento attuale, c'è un capitale investito e dei risparmi personali e puntiamo quindi a contenere le uscite monetarie e auto produrre il più possibile ortaggi legumi, uova e qualche prodotto derivato (marmellata, panetteria) per il consumo interno e possibilmente per la vendita/scambio ai mercatini locali. 
L'altro versante di contenimento delle uscite riguarda l'autoproduzione di energia e il miglioramento degli impianti esistenti.

Non sono state avviate ancora altre attività generatrici di reddito oltre all'accoglienza dei pellegrini (attività che rientra nell'economia famigliare) e si fa fronte alle spese con l'utilizzo di risparmi e una rendita affittuaria esterna.
Si cercano finanziamenti in forme diverse (finanziamenti per insediamento giovani agricoltori o altro).

Avete uno statuto o carta degli intenti?

Vedi statuto dell'associazione “Che Passo” e il “manifesto” per la costituzione dell'ecovillaggio in via di trasformazione.

Strumenti utilizzati

La comunità funziona e si sviluppa attraverso l'ascolto profondo e il potere curativo e creativo del cerchio. L'impiego del cerchio nelle sue diverse espressioni (consenso, sociocrazia, comunicazione non violenta) è un riferimento costante per dirimere i conflitti interiori ed esteriori, prendere le decisioni, delineare ruoli e leadership.

Lo studio e la pratica di questi metodi si è intensificato dal momento dell'avvio del progetto e della frequentazione di altri gruppi/progetti in fase di creazione o già esistenti così come attraverso la partecipazione alla RIVE.

Ci siamo serviti e ci serviamo del metodo del dragon dreaming sviluppato in Australia da John Croft che integra le due sfere dell’emisfero celebrale, parte intuitiva e razionale, si ispira alla legge del caos e ai modelli naturali.

È in corso lo studio di un percorso denominato Processa work, l’arte del processo, o democrazia profonda (vedi www.artedelprocesso.com, sviluppato da Arold Mindell e sua moglie, che integra la psicoterapia con percorsi sciamanici, tradizioni orientali e fisica quantistica perché alla realtà consensuale bisogna integrare la parte onirica che ci accompagna e valorizzare l’essenza di ciascuno.

C'è inoltre interesse a sviluppare e approfondire, anche in gruppo, lo studio di testi sacri di diverse tradizioni culturali e religiose (Bibbia, testi della Quarta Via, ect) e la psicosintesi di Roberto Assagioli e il possibilità management.

Si ritiene importante utilizzare questi strumenti in maniera costante, anche nei momenti di intensa attività; i tempi e i modi saranno stabiliti via via dalle persone coinvolte nel progetto; è inoltre possibile, una volta che il gruppo si sia sintonizzato, la creazione di uno strumento nuovo frutto dell'approfondimento dei diversi strumenti conosciuti.

Ragione sociale

Al momento siamo un'associazione di promozione sociale e un’azienda agricola, ma in futuro con l'intensificarsi delle attività e l'ingresso di adesioni e partecipazioni sia sul piano della proprietà e degli investimenti si valuteranno altre forme costitutive, probabilmente cooperativa di tipo edile o agricolo e forse sociale o altro ancora

Tipologia economica

La direzione intravista prevede:

  • spazi comuni per laboratori artigianali, alcuni servizi come mensa, lavanderia, e spazi di accoglienza e convivialità;
  • spazi abitativi privati per singoli o nuclei famigliari.

Si prevede di istituire più casse comuni:

  • per l'acquisto di attrezzature e strumenti di lavoro agricoli;
  • per manutenzione e riparazione degli spazi comuni;
  • per l'acquisto di cibo e prodotti che non si riescono a produrre all'interno;
  • per la cura e il benessere della persona;

Si cercherà inoltre di contabilizzare qualsiasi servizio e unità di tempo speso all'interno del progetto. Si valuteranno strada facendo le esigenze.

Particolarità del villaggio

Tra le particolarità del progetto c'è il suo essere collocato fisicamente e idealmente in una prospettiva di cammino, inteso non solo come cammino di pellegrinaggio ispirato alla figura di San Francesco d'Assisi, ma anche come percorso di vita. Accanto a questo c'è lo studio di una visione olistica dal punto di vista spirituale: cercare unione e coerenza nella visione spirituale, nello stile di vita e nei valori, evitare contrapposizioni e dualismi, preservare e valorizzare ciò che è funzionale alla vita e alla sua espansione amorevole.

Anche gli insegnamenti della permacultura rientrano in questa visione e sono fonte continua di studio ed indagine: che cosa è già stato fatto? Da chi? Quando e in quale contesto? Perché? Cercare informazioni e saperi che circolano in circuiti non istituzionali e non formali, raccogliere testimonianze e buone pratiche, anche nella formazione e trasmissione di questi saperi. C'è anche il desiderio di imparare a leggere il territorio nel tentativo di dare vita a un'economia di mutualità fondata sullo scambio e sull'utilizzo di strumenti non monetari.
Si veda anche l'atto costitutivo dell'associazione Che passo!

Reti a cui si aderisce

Siamo iscritti alla RIVE, al Servas e al WWOOF seguiamo le esperienze del Seminasogni, delle transitino town, della rete semi rurali, simpatizziamo con le attività della Comunità etica vivente e MCF Mondo Comunità e Famiglia e cerchiamo di seguire attivamente le attività della MAG6 e dell'Accademia Italiana di Permacultura.

Tecnologie ecologiche

In fase di studio, progettazione con alcune prime esperienze fatte (vedi foto e sezione corsi e campi nel sito): bambù, cob, riuso materiale di scarto, ecc.

Finanziamenti

Fino ad ora sono state investite risorse proprie, non si esclude in futuro di ricorrere a finanziamenti esterni come la rete Mag6 o altre a livello nazionale (fondo sviluppo rurale).

Come viene gestita la proprietà

La proprietà è privata e parte della struttura in affitto è affidata all'associazione Che passo! (associazione di promozione sociale che non ha scopo di lucro). In base alle specifiche attività non sono escluse proprietà individuali o collettive anche separata sulle base delle attività in essere per permettere il riconoscimento di figure come coltivatore diretto o giovane imprenditore agricolo, ecc. Non abbiamo ancora strutture direttive ben definite ma immaginiamo una trasformazione dell’azienda agricola al momento di tipo individuale.

Gestione della possibilità di abbandono da parte di uno o più membri

La restituzione della quota investita nel rispetto delle esigenze della comunità. Riconosciuta una rivalutazione sulla base di quanto fatto. Tempi e valutazioni fatte rispettando le esigenze complessive e il buon senso.

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