Statuto della RIVE

Il testo che disciplina e regola la vita dell’associazione italiana villaggi ecologici: attività, finalità, diritti e doveri, organi sociali, bilanci, etc.

Statuto

ASSOCIAZIONE RETE ITALIANA VILLAGGI ECOLOGICI - RIVE

Articolo 1. Denominazione e sede

È costituita l’associazione senza finalità di lucro Rete Italiana Villaggi Ecologici - RIVE qui di seguito indicata più semplicemente come RIVE con sede legale presso L’Associazione La Comune di Bagnaia onlus, via Bagnaia 37, Ancaiano, Sovicille (Si)

Articolo 2. Finalità

L’Associazione è senza fine di lucro, è apartitica, aconfessionale e persegue finalità di solidarietà e promozione sociale con modalità ispirate a principi di democraticità ed uguglianza.

RIVE riconosce come base etica del proprio operare l’equità sociale fondata sull’armonia spirituale, economica ed ecologica, immaginando un mondo di trasparenza, di fiducia, di armonia, un mondo di comunità che abbiano cura della Terra e degli uomini.

RIVE ritiene che le esperienze di vita comunitaria siano dei veri e propri laboratori di sperimentazione sociale e educativa per un mondo migliore. In questa visione,promuove, ricerca e sostiene le esperienze di vita comunitaria basate su nuove forme di convivenza e democrazia partecipata secondo principi di solidarietà, libertà, pace e consapevolezza ecologica, mirando all’adozione di determinazioni basate sul consenso di tutti, favorisce la diffusione delle esperienze di comunità ed ecovillaggi già esistenti ed il sostegno dei progetti in formazione, oltre a sostenere e collaborare con tutte le realtà che lavorano per una cultura di pace, reciproca accettazione, rispetto delle diversità e solidarietà.

Articolo 3. Attività

RIVE persegue le finalità di cui all’art. 2 attraverso attività di utilità sociale a favore degli associati, di terzi ed in generale della collettività nel settore ambientale e di ricerca etica. Per raggiungere gli scopi statutari, l’Associazione potrà:

  1. svolgere attività di coordinamento in ambito locale e nazionale per le attività dei villaggi ecologici e delle realtà affini mediante lo scambio di informazioni, esperienze e competenze e la promozione di iniziative atte a favorire la conoscenza e la diffusione delle esperienze comunitarie
  2. funzionare come punto di riferimento del movimento italiano dei villaggi ecologici e con le analoghe realtà all’estero e in primo luogo con la Global Ecovillage Network (Gen)
  3. promuovere e svolgere attività di ricerca e di analisi inerenti problemi specifici di carattere ecologico, ambientale, socioeconomico attinente lo scopo sociale
  4. svolgere e organizzare in proprio o con la collaborazione di altri organismi assemblee convegni, seminari conferenze, incontri, eventi culturali di varia natura, corsi di formazione e autoformazione, borse di studio, dibattiti, anche all’estero, attinenti alla vita comunitaria e le tematiche legate alla sostenibilità ecologica, economica, sociale e più in generale allo scopo sociale
  5. provvedere alla produzione, la distribuzione, la diffusione di materiale scientifico, tecnico, politico, culturale, didattico, attraverso qualsiasi mezzo di divulgazione riguardanti le linee guida per gli ecovillaggi, le indicazioni sulla politica pubblica o qualsiasi altro argomento utile all’affermazione dello scopo sociale
  6. organizzare qualsiasi attività, come a titolo di esempio, gite, escursioni viaggi, scambi culturali, manifestazioni spettacolistiche per promuovere e sensibilizzare alla causa sociale di RIVE
  7. organizzare e partecipare a fiere, mercati e manifestazioni pubbliche o occasione di raccolta fondi
  8. creare una rete di collegamento e cooperazione con persone fisiche, società, enti e associazioni locali, nazionali e internazionali, divenendo centro di consulenza e scambio
  9. stipulare con enti pubblici e privati contratti e convenzioni
  10. svolgere attività commerciali strumentale, accessoria e direttamente connessa per il raggiungimento degli scopi statutari.

Articolo 4. I soci

Possono far parte di RIVE tutti coloro i quali, persone fisiche o giuridiche, condividendo le finalità del presente Statuto, intendono partecipare alle attività organizzate dall’associazione per il raggiungimento delle stesse. Pur esistendo varie categorie di associati, si garantisce una disciplina uniforme del rapporto associativo, non incidendo esse sui diritti dei soci.

L’Associazione è composta da soci fondatori e ordinari. È inoltre prevista la figura del sostenitore dell’associazione.

Sono Soci fondatori tutti coloro che hanno sottoscritto l’atto costitutivo, contribuendo alla creazione del patrimonio iniziale dell’Associazione.

<è>Sono Soci ordinari gli ecovillaggi, le comunità, le associazioni e qualsiasi altro soggetto, indipendentemente dalla forma giuridica, le persone fisiche che conducono un progetto di vita secondo i principi ispiratori dell’Associazione la cui domanda di ammissione è stata accettata dal Consiglio Direttivo dopo una valutazione circa la compatibilità con le finalità e gli scopi dell’associazione. Il Consiglio Direttivo dovrà deliberare entro 30 giorni dalla presentazione della domanda e darne comunicazione solo in caso di rifiuto. Nel caso di non accettazione il candidato socio può fare ricorso all’assemblea, entro 30 giorni dalla data di comunicazione del rifiuto. Nessun motivo legato a distinzioni di razza, sesso, religione, cittadinanza può essere posto a base del rifiuto di richiesta di adesione all’associazione. Qualsiasi criterio di ammissione strumentalmente limitativo all’ammissione è considerato nullo.

L’Asseblea può deliberare l’ammissione a socio ordinario di persone fisiche solo su proposta motivata fatta dal Consiglio Direttivo.

Art. 5 Diritti dei soci

Tutti i soci maggiorenni hanno diritto di voto per le delibere assunte in Assemblea. Tutti i soci maggiorenni possono essere eletti negli organismi dirigenti. Vi è incompatibilità fra gli incarichi ricoperti all’interno di RIVE e incarichi di pari livello ricoperti all’interno di partiti, sindacati e altre organizzazioni politiche. È inoltre stabilita l’incompatibilità per chi ricoprisse cariche amministrative in enti pubblici o in enti locali.

Art. 6 Decadenza della qualifica di socio

Il socio decade per dimissioni, mancato rinnovo della quota sociale, oppure per espulsione qualora il comportamento del socio sia in contrasto con i principi e le finalità dell’associazione o ne danneggino gravemente l’immagine e gli obiettivi. La decisione spetta al Consiglio direttivo. Il socio dichiarato espulso può fare ricorso all’assemblea dei soci entro 30 giorni dalla comunicazione scritta di espulsione e l’Assemblea deve formulare una risposta motivata entro 60 giorni dalla presentazione del ricorso.

Art. 7 I sostenitori

È prevista la figura del sostenitore, aperta a persone fisiche, enti e organizzazioni qualunque sia la loro forma giuridica. È sostenitore colui che versa annualmente la quota stabilita dal Consiglio direttivo. Ai sostenitori è aperta la vita dell’associazione e tutte le attività da questa organizzata, oltre che la partecipazione all’assemblea come auditori.

Art. 8 Organi sociali

Sono organi dell’Associazione:

  1. l’Assemblea dei Soci (Il Cerchio)
  2. il Consiglio Direttivo (Consiglio dei saggi)
  3. il Presidente
  4. il Tesoriere

Art. 9 Assemblea dei Soci (Il Cerchio)

L’Assemblea è l’organo sovrano e rappresentativo della volontà dei soci. Hanno diritto di partecipare all’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, tutti i soci che sono in pari con il versamento della quota annua di adesione. È ammessa la delega, con la clausola secondo cui ogni socio non può accettare più di una delega.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente e, in caso di impedimento o assenza, dal Consigliere più anziano, con l’ausilio di un Segretario di Assemblea, il quale redige l’apposito verbale, consegnandolo al Presidente che ne cura la pubblicità.

La convocazione spetta al Consiglio Direttivo mediante qualsiasi mezzo idoneo a darne comunicazione (es: tramite telefax, posta ordinaria o elettronica) ai singoli soci contenente l’ordine del giorno, il luogo (anche diverso dalla sede sociale), la data della convocazione, almeno 10 giorni prima.

Ogni assemblea sia ordinaria che straordinaria è valida in prima convocazione quando siano presenti almeno la maggioranza assoluta dei soci e in seconda convocazione quando siano presenti almeno il 40%.
Le delibere assembleari sia in sede ordinaria che in sede straordinaria , successivamente al procedimento decisionale disciplinato da un apposito regolamento interno, sono valide quando in ultima istanza si raggiunge la maggioranza qualificata dei ¾ dei presenti.

Art. 10 Assemblea ordinaria

L’assemblea ordinaria:

  • approva il bilancio consuntivo e il bilancio preventivo;
  • procede alla nomina delle cariche sociali, cioè del Consiglio Direttivo e del Presidente e delibera sull’eventuale ammontare degli emolumenti sociali;
  • approva i regolamenti che si riterranno necessari;
  • delibera sugli indirizzi di gestione e approva i programmi delle attività;
  • delibera sulle responsabilità degli organi sociali;
  • delibera su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo e dai soci
  • delibera sull’ammissione a socio di persone fisiche indicate e proposte dal Consiglio direttivo
  • delibera insindacabilmente sui ricorsi proposti da coloro non ammessi a socio dal Consiglio direttivo e sui ricorsi relativi i processi di espulsione dei soci.

L’assemblea ordinaria deve riunirsi almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio; si riunisce inoltre ogni qualvolta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario.

Art. 11 Assemblea straordinaria

L’assemblea straordinaria è convocata dal Presidente su propria proposta o allorché ne faccia richiesta motivata almeno un quinto dei soci. L’Assemblea dovrà aver luogo entro 40 giorni dalla data in cui la richiesta indirizzata al Presidente sia ricevuta dall’Associazione.

L’assemblea straordinaria:

  • delibera sulle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto
  • delibera sullo scioglimento anticipato dell’associazione
  • delibera su qualsiasi questione abbia carattere di necessità e urgenza.

Art. 12 Consiglio Direttivo (Consiglio degli Anziani)

Il Consiglio Direttivo è composto da un numero dispari di membri da un minimo di tre fino ad un massimo di sette.

Il Consiglio Direttivo è eletto dall’assemblea dei soci e dura in carica 2 anni. Il Consiglio direttivo è rieleggibile.

Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o in sua assenza o impedimento dal consigliere più anziano.

Il Consiglio Direttivo è validamente costituito con la presenza della maggioranza assoluta dei suoi membri.

Spetta al Consiglio Direttivo, in conformità alle decisioni e alle linee programmatiche dell’Assemblea, provvedere all’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Associazione e prendere decisioni utili e necessarie per raggiungere le finalità di cui all’articolo 2.

In particolare, ad esso spetta tra l’altro:

  • convocare le assemblee dei soci;
  • curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea;
  • redigere i bilanci preventivi e consuntivi;
  • deliberare su contratti e accordi di ogni genere inerenti l’attività sociale;
  • conferire procure sia speciali che generali per determinati atti o categorie di atti;
  • fissare annualmente la quota di ammissione per ogni categoria di socio;
  • formulare eventuali regolamenti interni;
  • dare idonea pubblicità alle proprie deliberazioni e a quelle dell’Assemblea, garantendo il libero accesso ad esse da parte di tutti gli associati,
  • proporre all’Assemblea la nomina a socio di persone fisiche;
  • deliberare sull’ammissione a socio a seguito delle domande di ammissione presentate.

Il Consiglio Direttivo, nell’esercizio delle sue funzioni può avvalersi della collaborazione di commissioni interne o esterne consultive, di studio o esecutive, nominate dal Consiglio stesso, composte da soci e non soci.

Ogni consigliere deve astenersi dal partecipare alle discussioni e alle votazioni del Consiglio Direttivo quando sia in conflitto di interessi. Le deliberazioni prese con il voto determinate dei Consiglieri in conflitto di interesse sono invalide.

Art. 13 Convocazione del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo viene convocato dal Presidente ogni qualvolta ce ne sia bisogno e, in ogni caso, almeno una volta all’anno.

La convocazione deve essere fatta attraverso qualsiasi mezzo idoneo a darne comunicazione a tutti i componenti il consiglio presso il domicilio indicato nel libro dei soci, e deve contenere l’indicazione dell’ordine del giorno.

Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono prese con il metodo del consenso unanime.

Qualora nel corso dell’incarico venga a mancare un membro del consiglio direttivo, gli altri provvedono a sostituirlo con il metodo della cooptazione: il membro cosi nominato resta in carica fino alla prossima assemblea, in cui verrà provveduto alla delibera di nomina. I nuovi membri rimangono in carica fino alla scedenza naturale dell’organo collegiale. Le dimissioni della maggioranza dei membri del Consiglio comportano la decadenza dell’intero organo; in tale caso, il Presidente deve convocare entro 10 giorni l’assemblea dei soci per l’elezione del nuovo consiglio; fino all’elezione del nuovo Consiglio Direttivo rimane in carica il Consiglio dimissionario.

Art. 14 Il Presidente

Il Presidente viene eletto dall’Assemblea tra i membri del Consiglio direttivo e rimane in carica due anni. La carica è rinnovabile.

Al Presidente compete la rappresentanza dell’Associazione di fronte a terzi ed in giudizio. Egli presiede e convoca l’Assemblea Ordinaria ed il Consiglio Direttivo; sovrintende alla gestione amministrativa ed economica dell’Associazione.Il Presidente ha potere di rappresentanza disgiunta con il Tesoriere per quanto riguarda:

  • la stipula di contratti o la sottoscrizione di convenzioni
  • l’apertura di c/c e la firma per le disposizione sul c/c intestato alla Associazione
  • il pagamento delle spese relative alla Associazione
  • riscuotere da pubbliche amministrazioni e privati pagamenti di ogni natura e a qualsiasi titolo rilasciando quietanze liberatorie

Al Presidente spetta esclusivamente la rappresentaza per compiere ogni altro atto in nome e per conto dell’associazione.

In caso di assenza o di impedimento del Presidente tutte le sue mansioni spettano al Consigliere più anziano.

Al Presidente, in caso di necessità ed urgenza, competono poteri straordinari nella amministrazione, ma ogni suo operato deve essere ratificato dal Consiglio Direttivo, da convocarsi al più presto.

Art. 15 Il tesoriere

Il tesoriere viene eletto dall’Assemblea tra i membri del Consiglio direttivo, rimane in carica due anni ed è rieleggibile.

Il tesoriere tiene aggiornata la contabilità, i registri contabili, il registro dei soci e il libro verbali del consiglio direttivo e dell’Assemblea. Inoltre, ha potere di rappresentanza disgiunta con il Presidente come da art. 14. Con la nomina a tesoriere si intende riconosciuto il mandato di spesa e riscossione necessario per il buon funzionamento della gestione della Associazione.

Art. 16 Risorse economiche

RIVE trae le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento delle proprie attività da:

  1. patrimonio iniziale versato dai soci fondatori
  2. quote e contributi degli associati
  3. eredità, donazioni e legati
  4. contributi dello stato, delle regioni, di enti locali, di enti o istituzioni pubbliche anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari
  5. contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali
  6. proventi derivanti da prestazione di servizi convenzionati
  7. erogazioni liberali dagli associati o da terzi
  8. entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento
  9. proventi da cessione di beni e prestazioni di servizi agli associati e ai terzi anche attraverso lo svolgimento di attività commerciali svolte comunque in maniera ausiliaria e sussidiaria finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali
  10. altre entrate compatibili con le finalità sociali

È vietata la distribuzione anche indiretta di utili o avanzi di gestione ovvero di fondi o riserve durante la vita dell’Associazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge. Si considerano in ogni caso distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione:

  1. le cessioni di beni e le prestazioni di servizi a soci, associati o partecipanti, ai fondatori, ai componenti degli organi amministrativi e di controllo, a coloro che a qualsiasi titolo operino per l’organizzazione o ne facciano parte, ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore dell’Organizzazione, ai loro parenti entro il terzo grado ed ai loro affini entro il secondo grado, nonché alle società da questi direttamente o indirettamente controllate o collegate, effettuate a condizioni più favorevoli in ragione della loro qualità. Sono fatti salvi i vantaggi accordati a soci, associati o partecipanti ed ai soggetti che effettuano erogazioni liberali, aventi significato puramente onorifico e valore economico modico;
  2. l’acquisto di beni o servizi per corrispettivi che, senza valide ragioni economiche, siano superiori al valore normale;
  3. la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal DPR 10 ottobre ’94 n. 645 dal DL 21 giugno ’95 n.239, convertito dalla Legge 3 agosto ’95 n.336, e successive integrazioni e modificazioni, per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni;
  4. la corresponsione a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, di interessi passivi, in dipendenza di prestiti di ogni genere, superiori di 4 punti al tasso ufficiale di sconto;
  5. la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20% rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche.

L’eventuale avanzo di gestione sarà reinvestito a favore delle attività istituzionali statutariamente previste.

Le somme versate per la quota sociale non sono rimborsabili in nessun caso. Queste sono altresì intrasmissibili.

Art. 17 Il bilancio

Il rendiconto economico-finanziario dell’Associazione, comprendente l’esercizio sociale che va dal 1° luglio al 30 giugno di ogni anno, deve informare circa la situazione economica e finanziaria dell’Associazione, con separata indicazione dell’attività commerciale eventualmente posta in essere accanto all’attività istituzionale. Ciò anche attraverso una eventuale separata relazione a questo allegata.
Il rendiconto economico-finanziario deve essere presentato dal Consiglio Direttivo all’Assemblea per la sua approvazione entro il 30 settembre dell’anno successivo e da questa approvato in sede ordinaria.
Il rendiconto economico-finanziario, regolarmente approvato dall’Assemblea ordinaria, oltre ad essere debitamente trascritto nel libro dei verbali delle Assemblee dei soci, rimane affisso nei locali dell’Associazione durante i dieci giorni che seguono l’Assemblea.

Art. 18 Durata e scioglimento dell’Associazione

La durata dell’Associazione è illimitata. L’Associazione potrà essere sciolta solo previa delibera dell’Assemblea dei soci con il voto favorevole di almeno i 3/4 dei soci.

In ogni caso l’eventuale patrimonio residuo dovrà essere devoluto a fini di pubblica utilità sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla Legge, con preferenza verso quelle che presentino maggiori affinità per finalità e scopi statutari.

Art. 19 Norma finale

La vita dell’Associazione è retta dal presente statuto che si ha per conosciuto, condiviso e accettato da tutti i soci fin dalla richiesta di adesione. Per tutto quanto non previsto espressamente dal presente Statuto si rimanda alla normativa vigente in materia.

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