La RIVE sbarca nelle Venezie

Marcon (VE), 16 maggio 2015

Il navigatore non sa più cosa indicarmi! Mi trovo a Marcon nella zona industriale e dovrei essere molto vicino all'Azienda Agricola Biologica 'Il Rosmarino'... difficile immaginare che sia qui in mezzo ai capannoni. Vedo poi una strada bianca, la prendo, capisco subito di aver avuto una buona intuizione. Infatti, quasi subito s'intravedono dei campi, un edificio rurale enorme e dei cartelli scritti a mano che indicano lo spaccio aziendale. Ad accogliermi un cagnone disteso in mezzo al parcheggio e dei ragazzi che mi pare di riconoscere, che chiacchierano all'ombra di un ciliegio. Sono nel posto giusto!


Ritrovarsi è sempre piacevole, c'è un'atmosfera di accoglienza e si sente che siamo tutti pronti a condividere i nostri percorsi individuali, le nostre storie, le nostre diverse strade che portano in una direzione unica: la voglia di cambiare lo stato delle cose in cui viviamo attraverso il lavoro di gruppo e la costruzione di comunità che sappiano vivere più in armonia con l'ambiente in cui viviamo.
Presto siamo seduti in cerchio in una bella e grande mansarda di legno, travi a vista, molte finestre... il posto ideale per accoglierci.

 

 sala de Il Rosmarino a Marcon, dove si è svolto l'incontro la mattina

 

La maggioranza di noi era al raduno Nazionale di Rive di Bagnaia ma altri invece hanno sentito parlare di questo incontro per altre vie. Dopo aver fatto una mappa vivente dei luoghi dai quali proveniamo e una breve presentazione, lasciamo la parola a chi vuole presentare un po' più nel dettaglio la realtà in cui vive rispondendo alla domanda che porta la riflessione sulle virtù e le difficoltà dello stare assieme.

Ognuno di noi vive realtà associative o comunitarie diverse e la ricchezza di esperienze è davvero grande: si va dai gruppi di transizione ai movimenti per la decrescita, dal baratto alla costruzione di orti e condivisione di terreni, dal coabitare agli ecovillaggi.

Le realtà presenti all'incontro visualizzate sulla mappa

Molti progetti sono in divenire e la voglia di condividere è molta, tanto che quasi saltiamo il pranzo, che invece poi allestiamo con gran abbondanza e fantasia di proposte. Le conversazioni continuano anche a bocca piena e l'atmosfera è frizzante, e non solo grazie al vino.


Piergiorgio, il padrone di casa, che generosamente ha messo a disposizione i locali della sua azienda per ospitare questo raduno, ci guida poi nella visita degli spazi verdi: food forest, percorso sensoriale dedicato ai bimbi, spazio per la capanna sudatoria, spazi e laboratori per bambini e un recinto molto ampio che ospita delle famiglie di cavalli. Mi colpisce che questi animali non abbiano specifico utilizzo; non vengono ne macellati, né usati per la lavorazione dei campi, semplicemente sono ospiti dell'azienda e liberi di fare la loro vita di gruppo... mi viene in mente che potrebbe essere istruttivo per noi capire come si comportano nella loro vita comunitaria.
Dopo questo giro in natura siamo pronti per affrontare il lavoro pomeridiano dal titolo: BisSogni, Desideri e Criticità del vivere assieme. Procediamo attaccando post-it con le nostre riflessioni su due cartelloni, quello dei desideri e quello delle criticità appunto. Ne esce una bella macedonia di idee che poi verrà rielaborata in 3 gruppi di discussione. I temi emersi sono i seguenti:

  1. disparità nel proporre e nel fare su progetto comune
  2. litigi/pace cosa si deve fare per essere d'accordo? stabilità/instabilità nelle relazioni umane; relazioni umane oltre l'individuo senza il verbale con gli altri sensi
  3. caratteristiche per una stabilità nel lungo periodo nello stesso posto

Anche il pomeriggio vola ed è già ora di riunirci tutti assieme per condividere i contenuti emersi. L'iniziale macedonia con la quale ci siamo divisi in tre gruppi ora corrisponde a tre bei frullati cremosi e con tanto di cannuccia colorata ed ombrellino, pronti per nutrire tutti i presenti.

A. Si parla di tenere di mira l'obiettivo comune valorizzando le diversità e lavorando sulla fiducia. Si ritiene indispensabile lavorare sulle relazioni attraverso l'approfondimento dei Ranghi e di tecniche di lavoro interne al gruppo e/o chiamando un mediatore esterno. Alcune parole chiave interessanti: essere motiva tori e non leader, trovare affinità con gli altri membri del gruppo, nutrire i propri bisogni e avere un equilibrio tra teoria e pratica, ovvero tra chi di regola sempre pensa, verso chi sempre agisce.

B. Ritorna anche qui importante il ruolo del lavoro continuo sulle dinamiche di gruppo, sul dialogo e sulla mediazione. La stabilità di un gruppo è una 'chimera, proprio nel suo valore ideale risiede il potenziale di attrazione che la rende appetibile' (dagli appunti). L'importanza di forme alternative alla comunicazione verbale è stata messa in rilievo, così come il peso di come si dicono le cose visto che spesso il non verbale passa messaggi diversi, da qui è emerso il motto: 'abbiamo un problema: non parliamone (!)'. Viene anche sottolineato che senza lavoro su se stessi è improduttivo lavorare sul gruppo e così pure senza ascolto di sé e degli altri, 'L'ascolto deve essere un atto disinteressato privo di secondi fini. Il naturale arricchimento che ne deriva interessa il rapporto tra corpo e spirito. Ma sia ascoltare sia arricchire non vanno intesi in senso individuale. O, meglio:quando diciamo individuo, indichiamo la comunità tutta. E quando diciamo comunità, indichiamo ogni singolo individuo. In questa prospettiva non c'è più differenza tra dare e avere poiché non c'è più differenza tra individuo e comunità. Potremmo dire che "mi sento, quando comprendo ciò che dici'. Si è convenuto che questa sia la strada maestra per riconnetterci con la totalità. E il riconnetterci è la prova della consapevolezza raggiunta, il senso di appartenere ad un insieme più ampio del corpo nel quale siamo stati abituati a identificarci' (dagli appunti). Ultima riflessione sta nella parola 'ecovillaggio', che bisognerebbe invece declinare in: 'ecco! Villaggio!' per non rischiare di demotivare chi si avvicina a questo mondo presentandogli una parola così nuova e pregna si significati.

C. Per trovare la stabilità nei gruppi è importante che i singoli trovino una motivazione interna, un senso di responsabilità, di fiducia che gli altri ti accolgano. Assieme al rispetto per l'altro, all'accoglienza e al riconoscimento è auspicabile una condivisione quotidiana e una comunanza di obiettivi e intenti. Disponibilità a conoscere sé stessi e umiltà sono anche due requisiti importanti. Come gruppo il percorso di stabilità è facilitato dalla partenza paritaria rispetto ai beni e dal 'riuscire a sentire il posto' (dagli appunti).

 

A fine giornata siamo stanchi ma dal 'termometro' che viene proposto, desiderosi di ri-incontrarci in autunno, tanto che la maggioranza di noi si dimostra disposta a collaborare all'organizzazione dell'evento!! Giornate come questa lasciano quella giusta stanchezza che è la stessa di un pasto abbondante e super nutriente. Si ha voglia di fare un riposino, ma poi non si vede l'ora di ritrovarsi ad un altro banchetto altrettanto appetitoso.

 

Arrivederci all'incontro autunnale!

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