4° incontro nazionale delle Reti Nazionali di GEN Europe

REPORT

Dopo Torri Superiore (Italia), Los Portales (Spagna) e Park Istra (Slovenia) il quarto incontro delle reti di ecovillaggi aderenti al GEN-Europe (Global Ecovillage Network – Europa), si è svolto presso la comunità di Lebensbogen, in Germania. 17 rappresentanti provenienti da 8 paesi (Germania, Svezia, Estonia, Paesi Bassi, Slovenia, Italia, Francia e Spagna) si sono riuniti per celebrare insieme i frutti raccolti durante il 2016 e per sviluppare nuovi piani per il nuovo anno, e altri quattro paesi, Ungheria, Finlandia, Svizzera e Russia, hanno preso parte all’incontro via web.

Il primo giorno è stato dedicato alla condivisione di informazioni ed esperienze da parte dei rappresentanti dei dodici paesi presenti all’incontro. Da tali informazioni è emerso che la maggior parte delle reti nazionali stanno rafforzando la collaborazione con altre reti ispirate da una visione affine, in particolare con le reti Permacultura e Transition Town, ma anche attraverso la creazione di alleanze strategiche con “attori chiave” presenti nel territorio di riferimento: associazioni di facilitatori, università ed enti locali.

RETI NAZIONALI DI ECOVILLAGGI: QUADRO GENERALE

Stupisce e affascina la diversità dei membri delle reti nazionali, e quando si tratta ad esempio della Russia, la dimensione della diversità è ancora più significativa.

Ecco la sfida per la rete europea GEN: costruire l'unità nella diversità.

E 'chiaro che l'influenza del GEN si estende ben oltre il suo perimetro di appartenenza. La definizione di "ecovillaggio" risulta stretta per un movimento che raccoglie una varietà vivace e impossibile da racchiudere in un’unica identità collettiva, così che persone uniche e ambienti unici creano ecovillaggi distinti e irripetibili.

Si possono sicuramente enumerare numerose tematiche che stanno a cuore ai membri della rete: la sostenibilità, la permacultura, le  tecnologie verdi, l'ecologia e l'educazione alternativa, il recupero dei mestieri antichi, la ricerca scientifica, il cambiamento sociale, etc.

Alcune delle reti nazionali risultano avere molto successo per quanto riguarda i rapporti con le pubbliche amministrazioni e con gli organi decisionali politici, altre incontrano non poche difficoltà nel dialogare con quest’ultimi.

Negli ultimi anni sono emersi nuovi modelli di ecovillaggio. In passato, vivere in un ecovillaggio significava allontanarsi dalle città e lavorare principalmente con l’agricoltura, per diventare il più autosufficienti possibile. Oggi si aprono molteplici scenari come: la creazione di esperienze di economia solidale o green economy, l’avviamento o la gestire di strutture di accoglienza in ambito rurale - B&B o agriturismi - progetti di co-housing in contesti urbani o semi urbani, etc. Gli statuti legali degli ecovillaggi sono sempre più organizzati e strutturati e adesso le comunità intenzionali fanno rete anche per ottenere un vero e proprio riconoscimento giuridico.

L’Immagine degli ecovillaggi sta migliorando, i visitatori restano positivamente sorpresi dalle strutture (camere, sale, ambienti etc.) e dai servizi (l‘utilizzo di Internet per la comunicazione è ormai ad ampia diffusione nella maggior parte dei ecovillaggi).

Nonostante ciò, sia a livello locale che a livello internazionale, si organizzano incontri ed eventi con varia frequenza, per mantenere vive le relazioni tra ecovillagisti, per supportarsi a vicenda nelle sperimentazioni e nel percorso che ciascuna esperienza porta avanti e per creare sinergie tra progetti e azioni promosse a vari livelli.

Nella maggior parte dei paesi le reti nazionali organizzano di solito un grande raduno estivo, aperto al pubblico, e un paio di incontri più ristretti per supportare il lavoro interno alla rete.

Gli ecovillaggi si stanno rendendo conto di quanto sia importante sviluppare un’economia florida e una struttura organizzativa, per questo stanno sperimentando vari modelli di economia alternativa e l’implementazione di modelli di governance e organizzazione interna come la sociocrazia.

Rafforzare l'economia sembra sia un bisogno essenziale e condiviso a tutti i livelli: indivisuo, comunità, reti nazionali e GEN Europe.

le sfide principali per chi vuole iniziare un progetto di ecovillaggio sono: trovare un terreno idoneo al progetto, garantirne il finanziamento, sviluppare buone relazioni con le autorità locali, costruire una relazione di fiducia tra i membri del progetto, gestire i periodi di crisi a livello di gruppo (tensioni, conflitti), fornire un’istruzione adeguata a giovani e bambini, riuscire ad essere sostenibili come individui e come collettività.

NEWS DALLE RETI NAZIONALI

In Russia: 300 partecipanti hanno assistito al seminario di Diana Leaf Christian a Mosca.

Il network appare subito come uno dei più significativi a livello mondiale: 450 ecovillaggi e quasi 1000 iniziative “sostenibili”. La maggior parte delle iniziative sono concentrate intorno a Mosca e nelle regioni che si affacciano sul Mar Nero. La dimensione degli ecovillaggi cambia da realtà a realtà, dalle 5 alle 250 persone.

Esistono ecovillaggi che seguono differenti filosofie/inspirazioni: religiose, tradizionaliste ispirate al folk e alla cultura locale, agricole, etc. Una delle grandi realtà è rappresentata dagli ecovillaggi che seguono  il movimento ”Anastasia”, ma molti di loro sono fuori dalla rete, perché seguono un orientamento proprio molto forte.

In Svizzera: il Consiglio Direttivo della rete svizzera si incontra ogni volta in una comunità nuova, in modo da poter conoscere meglio le realtà che fanno parte della rete. Al momento si trovano in una fase di ristrutturazione dell’organizzazione del network, stanno cercando di rendersi più efficienti e decentralizzare informazioni e decision making.

In Slovenia: in occasione dell’emissione del piano ufficiale paesaggistico di Kočevje è apparso per la prima volta il termine  "ecovillaggio", ad indicare l'emergente ecovillaggio Mokri Potok; la rete è molto attiva a livello di collaborazione con le amministrazioni comunali e sta dimostrando una forte capacità di cittadinanza attiva, promuovendo giornate di pulizia delle spiagge e di molte zone naturali, con una grande partecipazione a livello nazionale.

In Ungheria: la rete include appena 13 ecovillaggi e risulta presentare qualche debolezza a livello organizzativo. Lavora molto bene invece nell’ambito della comunicazione, grazie a una newsletter mensile con le notizie dagli ecovillaggi. E’ avvertito in modo forte, da parte dei suoi membri, il bisogno di creare occasioni formative per permettere a coloro i quali desiderano creare comunità di avere gli strumenti per farlo.

In Italia: la rete risulta essere una delle più consolidate e attive, tra le 500 e le 700 persone partecipano all'evento estivo ogni anno. La rete accoglie circa 400 soci e sta investendo molto sulla’orizzontalità e la partecipazione a livello decisionale e lavorativo. Da quest’anno i presidenti saranno due, con la possibilità di eleggere in futuro più presidenti che, insieme, rappresentino le varie facce della rete. Il desiderio che sta dietro questa scelta è proprio di voler passare un messaggio di cooperazione e collaborazione, piuttosto che di competitività e potere individuale.

La rete sta collaborando a vari progetti internazionali che hanno come focus la formazione esperienziale per i giovani, l’inclusione sociale e l’interculturalità.

In Finlandia: sono riusciti con il programma Erasmus + a formare 17 persone attraverso diversi corsi in giro per l'Europa. La rete finlandese include 50 soci sostenitori e 9 ecovillaggi. In accordo con la missione e la visione del GEN, la rete organizza eventi sulla sostenibilità, informa sulle comunità e mette in connessione le persone interessate e gli ecovillaggi.

Stanno portando avanti vari progetti internazionali, tra cui la creazione di una rete di insegnanti ed educatori che lavorano nel campo della sostenibilità e un breve Programma EDE (Ecovillage Design Education Programme) per i giovani.

In Estonia: Il network si sta organizzando per ospitare la conferenza GEN del 2018 (http://gen2018.ee/). La rete include 65 membri soci sostenitori.

In Olanda: la rete è attiva dal 2013 e ufficialmente costituita dal 2015. Stanno implementando una sorta di sociocrazia e, per gli ecovillaggi olandesi, si rilevano le seguenti sfide: trovare le terre, assicurare un’adeguata regolamentazione, far fronte alle necessità finanziarie, costruire la fiducia nel gruppo e saper lavorare insieme.

In Spagna: RIE festeggerà il suo 20 ° anniversario nell’ecovillaggio LAKABE.

In Germania: GEN Germania avrà 85.000 € disponibili per la collaborazione con altri paesi per fare tesoro delle best practices rilevate tra gli eco villaggi.

 

ISPIRAZIONI DALLA FRANCIA

Gabrielle dalla Francia ha presentato il progetto Oasis, uno dei progetti portati avanti da un movimento chiamato Colibris, nato nel 2007 e ispirato a Pierre Rabhi. Il concetto chiave di Colibris è che non siamo in grado di trasformare la società se non riusciamo a trasformare noi stessi.

Il sito Oasis usa una piattaforma molto funzionale “yeswiki” (uno strumento open source per il web design collaborativo).

Tre gli obiettivi principali: ispirare i cittadini (tramite film, riviste, libri etc), creare connessioni (essere più forti insieme), supportare la crescita collettiva (attraverso la creazione di strumenti formativi).

Oasis è un concetto creato da Pierre Rabhi e si basa su cinque indicatori:

  1. agricoltura e alimentazione autonomia
  2. eco-edilizia ed efficienza energetica
  3. mutuo aiuto (condivisione)
  4. gestione rispettosa
  5. apertura verso l’esterno

Esistono già 376 Oasis in Francia  e chiunque si trovi sulla mappa Oasis si impegna ad aiutare gli altri progetti sul nascere.

Oasis e Colibrì offrono un corso di successo chiamato MOOC, composto da 25 ore di materiale video grazie al quale chiunque può creare un oasis game. Fino ad oggi 20.000 persone hanno partecipato al primo corso, 350 nuovi progetti stanno per iniziare e altre 10.000 persone parteciperanno al secondo anno.

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